“Il bivio di Borges” di Gaetano Altopiano

Cosa saremmo se non fossimo quello che siamo stati? Il signor Borges non aveva dubbi: davanti a un bivio non ci sono scelte, o l’una o l’altra strada. Amen. Grande saggista, ma tronfio e insopportabile poeta, mise definitivamente al bando ogni dietrologia. Poi, però, scrisse un racconto memorabile, e in questo, nel ‘43, steso sul pianerottolo della cantina di Carlos Argentino Daneri, racconta di aver visto l’Aleph, il punto dello spazio che contiene tutti i punti. Ebbe in visione l’inizio e la fine, ogni essere umano e ogni pensiero, tutto l’universo nello stesso istante, la circolazione del suo sangue, la modificazione della morte, nell’Aleph la terra e di nuovo nella terra l’Aleph, e riconsiderò radicalmente il concetto. Non era più soltanto quello che era stato, ma anche quello che avrebbe potuto essere. Di fronte a un bivio, ora, imboccava entrambe le strade.

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