“Migrazioni due” di Gaetano Altopiano

Non come Pirsig, che s’imbarcò in Minnesota e sbarcò nel Pacifico mettendoci la faccia, i nervi e tutta la forza fisica. Né come la sua motocicletta che era stata fatta apposta per le distanze. Né come un Przewalski, cavallino della Mongolia, capace di cavalcare per settimane nutrendosi solo di magra sterpaglia. Voi andrete ben oltre: avrete modo di verificare la vostra durata. Seppure condividete lo stesso tetto, mangiate allo stesso tavolo, usate il medesimo bagno, potreste giurare di non conoscere il vostro partner. Non fino in fondo, voglio dire. Durare, aspettare, concedersi, invecchiare. Partire, infine.

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