“Terrazzo Palazzo Forcella” di Gaetano Altopiano

Le signore classificano i grissini che il cameriere ha portato con tanto ossequio: pane triste. Parlando dell’acqua dicono che è inutile, persino dannosa se bevuta in quantità eccessive. Ovvio. Bevono il vino e dicono che è troppo freddo, la luce scarsa, la compagnia niente di che, il pavimento scricchiola, c’è troppa confusione, e i fuochi d’artificio? Bellissimi, dicono, e restano incantate. Mentre assistiamo a un colpo di “bomba di sfera, cannelli, stelle e colpo scuro” io me la sto contando in inglese. Non vedo l’ora di tornare a casa. Twenty-one, twenty-two, twenty-three.

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