“U Cuppitieddu” di Gaetano Altopiano

Non è inconsueto dimenticare le facce che abbiamo avuto quando eravamo ragazzi, le nostre o quelle dei nostri amici. Direi anzi che è abbastanza comune. Eravamo altre persone, e non basta guardarsi allo specchio per ricordare. Occorre una foto. Strano è invece che ieri tra tutte una improvvisamente si materializzi in tutta la sua straordinaria presenza, e senza alcun motivo : Nino “cuppitieddu” a diciottanni, redivivo. Mi si presenta in testa proprio come lo vedevo venirmi incontro quell’estate che andammo a stonarcelaal boschetto. Persino la pelle mi ricordo, bianca, liscia e senza peli. Le cose sono due: o quest’uomo ha una carica plastica inusuale (capacità di imprimersi nella memoria) o io ricordo male, ossia, penso di ricordare ma non ricordo. Tutto questo, però, smette di avere un senso quando lo incontro davvero, appena un paio d’ore dopo. Devo smetterla con questa fissa delle facce.

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