BRUTTE FACCE di Francesco Gambaro

Quelle di Sputinik, quella di Erdogan-pomata-antiemorroidi, quella di Assad Il Lungo, quella piagnisteo spermatico di Ollando il Marsigliese. Io, frocio senescente e bavosissimo di fanciullini come loro, per il bene che mi voglio, cercherò in terra d’Affrica culetti migliori. A.R.

Nelle azzurre sere d’estate, / andrò per i sentieri, / punzecchiato dal grano, / a pestare l’erba tenera: / trasognato sentirò la frescura sotto i piedi / e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla: / ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, / e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro, / nella natura, lieto come una donna. //

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