MI SONO SCORDATO UNA PAROLA di Francesco Gambaro

Dove? Forse in macchina, ora ridiscendo. Deve essere scivolata sul sedile posteriore. Forse mentre pisciavo, pisciare mi distrae maledettemente. Mentre dormivo? Forse. O piuttosto in quel negozio che vendevano mobili di betulla svedesi. In via Mazzini? Tra un drink e l’altro. O da Francesco? Tra una vodka e l’altra. Dentro qualcosa sarà caduta quella parola. Un quadro, tra le mutande, sulla firma di una ricevuta, su un rigo sbagliato. Le avevo messo pure una x mi ricorda la consulente bancaria. A matita. Allora alzo gli occhi e ripeto, a matita, e gli occhi mi si illuminano, la vedo, lei, la parola scordata, e le dico: seppure non l’ho conosciuta, non l’ho mai dimenticata. Lei deve per forza chiamarsi misonoscordato.

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