STORIE DEL SIGNOR JFK (14) di Francesco Gambaro

Scegliere cosa pensare, selezionare i pensieri. Una scienza che in JFK va scemando. L’esatto contrario della possibilità di astrazione di cui racconta Jiulio Cortazar, piuttosto una impossibilità, pensa JFK: l’impossibilità di tenerli a bada i pensieri. Invece di elaborare l’interessante riflessione, derapa su quell’altro racconto di Cortazar secondo cui posando la mano destra sulla pedata e la sinistra sulla sua alzata si entrerà momentaneamente in possesso di un gradino. Spensierando, per festeggiare con una birretta l’efficienza della sua memoria, JFK si alza con l’intenzione di raggiungere la cucina. Incontra prima la porta aperta del bagno, raccoglie la montagnola di indumenti sporchi e torna indietro depositandola sulla scrivania, esattamente sul sottobicchiere. La osserva, si alza pensando lavatrice ma, incontrando prima della lavanderia il frigorifero, lo apre e ve la ripone ordinatamente, scappando, prima di chiuderlo, per telefonare all’antennista. 

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