STORIE DEL SIGNOR JFK (55)

A una donna JFK confessò. Vorrei mi carezzassi – non là sotto, ma per favore! – solo lo spigolo dell’occhio maculato di rosso con la tua lingua rossa, il gomito ruvido da bracciodiferro con il tuo alluce incallito, il mio alluce disunghiato dall’età, nevvero, con la puzza superiore delle tue ascelle forti di bosco e infine, così concludeva JFK Il Barocco l’elenco dei suoi desideri, vorrei carezzassi il parabrezza del mio FIAT 690N4. Sta lì, due passi fuori dal garage, il vecchio camion di JFK. In effetti senza tergicristalli dal 1978, secondo JFK, rubati.

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