STORIE DEL SIGNOR JFK (64)

Non ci sono più, disse la pipì. Eppure JFK credette ce ne fosse ancora. E stiede. A guardare il vuoto, ad aspettare nel vuoto. Quella posizione statuaria gli piaceva. Lo alleggeriva dai pensieri, lo liberava dalle scadenze delle faccende di casa. Dalla fretta. Era il tempo di una delle tante ricreazioni giornaliere e ogni volta lo faceva durare il più possibile. Una rugiada assassina si impossessò dei miei piedi e li fece forti. L’effetto minzione gli causava una produzione di versi volatili. Claudicando il ginocchio destro non ebbe più in sorte di raggiungere il sinistro. Osservava la parete del water come fosse una finestra sul mondo. Era così bello, così tanto quello che riusciva a vedere in quei momenti, che la pipì ricominciava a fluire in forma di lacrime.

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