IL DUBBIO DELLE STRISCE

Guardare come si blocca davanti a una confezione di surgelati mi conduce lontano: nel suo atteggiamento ricordo l’austerità di una veglia funebre. Non è il 3 agosto del ‘59, non siamo a Buenos Aires e l’altro non è l’Erudito, ma i pensieri che furono di uno ora probabilmente attanagliano l’altro. Per quanto qui, adesso, nessuno dei presenti immaginerebbe bestie striate di Sumatra che decimano mandrie di bufali, né potrebbe temere di vederne tra gli scaffali le ombre allungate. In merito ai fatti, però, tutto potrebbe esistere, e devo riconoscerlo. E se il Poeta pensò avventure indefinite, perseveranza, ricerca di una tigre che non fosse nei versi, l’altro si chiede cosa ci sia oltre un codice a barre, e come sarà la sua prima notte da morto. Considerato che le strisce sono altrettanto inquietanti.

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