– Voi l’avete licenziato? – Io, io, io l’ho licenziato, L’HO, con l’acca precedente!*
Improvvisare è una scienza, una scienza senza copione. I paletti fissano le altre scienze. I vincoli, per esempio quelli urbanistici, ritardano e inquinano la crescita di agglomerati. Quello che rende bello questo paese, mi dico osservandolo con l’occhio del fotografo ladrone, sono le superfetazioni, gli spiazzamenti squilibrati (le piazze in leggero pendio), l’architettura rubata, leggiadra, improvvisata, avventurosa, imprevista. Non ce l’ha un piano regolatore chi vuole scrivere, non può esserci un sindaco o un consiglio comunale binocoluto, in un paese che vuole contrastare (in senso dugentesco) il farsi nel tempo. L’improvvisazione è scienza, sa chiudere l’occhio, fuori reflex o copione, quando e dove meno te l’aspetti.
*Totò, in Gambe d’oro, di Turi Vasile, 1958