STORIE DEL SIGNOR JFK (114)

JFK ha il terrore, vive col terrore di perdere le cose. Le cose sono, di volta in volta, gli occhiali, le penne, le ciabatte, le lampadine (grazie alle quali rovista i suoi bauli pieni di altre cose, forbicine, unghie, molari e premolari), le chiavi, le carte dei suoi solitari, la pace (ferocemente guadagnata il giorno del suo ottantaquattresimo). Ma quando tutte sono attorno a lui, in ordine, presenti all’appello come soldati, l’inquietudine lo assale, gira e rigira in casa cercandone una che non sia al suo posto e, non trovandola, nitrisce.

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