SE TI UCCIDO

Tu stai posando i tuoi piatti sui miei piatti. Non vuoi mai pulire in cucina. Tu stai togliendo il vino dalla tavola senza chiedermi se ancora voglio bere. Tu stai andandotene a riposare mentre io, ancora, voglio parlare. Se ti uccido mi dirai: uccidimi. Così saprò che sei senza speranza …

NEL DESERTO DEI PONTI DI PALERMO

Mi capita, passando da certi ponti, di sentire quanti passi ancora rimbombino e, guardandomi attorno, di vedermi sopraffatto da passanti di tutte le età e di tutti i tempi. Roma la ricordo così, attraversando dall’alto, solitario e con terrore, la circonvallazione di Palermo. 

TUTTO, ESATTAMENTE

Col mio amoruccio Rodolfuccio Wilcock condividevo una cotta per gli avverbi (lui è morto però). Allora amavo spesso dire “precisamente”, oggi mi piace da morire “esattamente”. “Tutto” era il suo preferito. E non saprei dire se sia mutato. Nel giudizio critico alle poesie di J. L. Borges in Poesia Ispano-americana …

ORGANIZZAZIONI

L’organizzazione di un cervello (o di una qualsiasi altra entità che ne condivida lo scopo) passa attraverso tre stadi obbligatori: solo raggiunto il terzo livello il suo frutto può degnamente prendere il nome di intelligenza. Stadio 1) causa/effetto. Riguarda sommariamente lo stadio intellettuale dei bambini, dei batteri, dei vegetali, degli …

NEVOFOBIA NO STRANA

Neve amatriciana, neve A neve B, neve percepita, gelicida, alogena, sincopatica  disabituata, come la vorremmo noi acquatica. Neve informatica, in stabile, granulosa, efficiente, patagonica, astrofisica. Neve che sta giungendo, neve che sta fuggendo, neve assirobabilonese bantù surriscaldata, neve che giacque, che ti voglio bene neve anch’io te ne voglio, neve …

LA DISCENDENTE

Sono stato a Praga qualche anno fa. E il fatto non avrebbe alcuna importanza, data la sua inesclusività: uno che non si droga non andrebbe mai in una città simile per vacanza. Non fosse però che, in questo viaggio, mi accadde di passare una serata in un fumoir elegantissimo dove …

POI LEI SI DISSE

Poi si disse, io questo mio marito lo ammazzo. Fece scivolare un goccio di saliva fuori dal rossetto, girovagò tra gli ospiti a passo di tango. L’amore è finito, si disse, l’amore è un tango. Finisce. E’ musica, è miseria umana. Finito, tu sei finito, si disse. Lei batté le …

LETTERATURE 2

Il periodo più bello, ci confidò, riguardava i giorni in cui scriveva consultando sempre gli stessi due libri cinesi. Che giorni magnifici disse. Potevo inventarmi qualunque cosa, e mai nessuno avrebbe decifrato l’esiguità della mia conoscenza: c’erano ben 176.400 parole diverse in quei soli due libri, sapete, e infiniti possibili …