ALLA FINE DELLA SPECIE

A mio nonno vietarono di mangiare noccioline, altrimenti sarebbe morto. Mio nonno approvò condivise sottoscrisse, chiese un ultimo pugno di noccioline. Gli fu concesso e schiattò. A mio padre dissero: questa è la tua ultima sigaretta (era una Linda), fumala e dimenticala. Mio padre la fumò con passione e non dimenticò di morire. Per mio nonno e per mio padre noccioline e sigarette rappresentavano una autostrada. Questo li spingeva a correre di più per sostenere che c’è vita oltre la morte. Nella nostra famiglia veniamo considerati membri laici, esempi da non seguire. Dopo la partenza di nonno e papà cominciai a bere. Deciso a non disperdere l’eredità patrilineare, bevvi sino a trasformare fegato, prostata e intestino in una specie di società mista in cui le azioni di ogni socio organico fossero un unico, devastante, investimento post-capitale. Prima di entrare in coma giurai ai medici che avevano preoccupanza di salvarmi: è l’ultimo cicchetto. Dal coma raggiunsi rapidamente mio nonno e mio padre. Furono contenti di vedermi ma irritati quando seppero che non avevo provveduto alla continuazione della specie.

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