LA VOLTAPAGINE

Il tempo esiste solo per l’unico strumento che lo misura: il cervello umano. Fuori dalla sua comprensione è inconcepibile. E non bastano i cicli biologici animali (migrazione e riproduzione, per esempio) a dimostrare che invece esiste a prescindere dalla nostra comprensione tanto che anche gli esseri inferiori pur non concependolo rispondono alle sue leggi. Come non basta constatare che la polvere accumulata su un mobile non pulito da una settimana dimostrerebbe che qualcosa nel frattempo è cambiata (la superficie di quel mobile non è più la stessa). Inutile persino rivolgersi ai ruderi dell’antichità, che proverebbero inequivocabilmente l’esistenza di un passato che ci ha preceduto. E anche un tentativo di dimostrazione che si basi su inizio e fine delle cose, definendoli due eventi diversi e distanti fosse anche solo di un nanosecondo, non sarebbe sufficiente. Il tempo esiste solo per noi: nasce dalla sua “osservazione”. Ogni sua misurazione (decisa dall’uomo) è arbitraria e si basa più su una scansione periodica che su una concreta comprensione dei suoi meccanismi. Ipotizzando una Terra priva di esseri umani si avrebbe una Terra senza tempo.

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