il calazio

220203

ancora il calazio
come farò domani
a cantare l’insalata con l’occhi
sgranati sopra il piatto
di porcellana palermitana
che mi allontana di fatto
da ogni voglia
di falò
ultima razio
nel calazio
delle mie ultime cose
affettuose

ora dunque vado
poi riferirò

la crisi governa l’attività
dei nervi
guardo le mosche
riconosco i cervi
dentro l’estraneità materna dell’occhio
scopro
le fosche previsioni del pidocchio
che rompe i coglioni
con rima alterna

tu non c’entri
topo
è chi esce al buio
tu entri a caso
cachi e annasi a caso
ci fosse un bruco
che respira nel tuo naso
pieno di muco

il gatto è invece dietro
un vaso
uno specchio in un ombrello
guarda l’orecchio
e c’è quello
che per caso ascolta
con l’occhio
il gioiello che miagola

dopo ritornerò e ti dirò
topo

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