PALOMBARO

Nella poesia Resurrezione Roberto Bolaño afferma che la scrittura poetica si cala nella nostra dimensione onirica “come un palombaro in un lago”. Una metafora di profondità acquatica che fa della poesia-palombaro l’esploratore più accreditato dell’inconscio. Ma negli ultimi versi del suo testo Bolaño precisa: “La poesia entra nel sogno / come un palombaro morto / nell’occhio di Dio”. Dunque, la poesia-palombaro va giù a piombo, e come morto corpo sprofonda, per risorgere illuminata dall’immersione nell’abissale, liquido sguardo divino che parla attraverso inafferrabili visioni tra desiderio e miraggio. La poesia è un’allucinazione del sé immanente, epperò capace di captare la voce dell’altro-da-sé trascendente.

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