Alla “Pescheria autonoma” di Santa Flavia questa domenica l’argomento è uno dei più seri. Come ci si sia arrivati nessuno se lo ricorda più. Solo che a un certo punto ogni cosa ha cominciato a volare sempre più in direzione di quel buco nero. Vediamo. La donna col bambino aveva parlato di un appuntamento cui avrebbe fatto tardi se continuavano così: che si spicciassero a pulirle le sarde. La donna col borsone aveva annuito lamentando la pressione giornaliera che ognuno di noi suo malgrado subisce (stava prendendo mezzo chilo di triglie e sarebbe scappata). Un uomo di sessant’anni aveva corretto usando un termine calcistico. Da lì alla palla, al prossimo campionato, agli arbitri e a quelle ultime giornate di pioggia. Il giovane con gli occhiali, perciò, si era intromesso parlando di estate andata a ramengo. Erano state fatte una serie di osservazioni. Alle dieci e quaranta la morte aveva attraversato un ponticello, era risalita dallo scarico del tombino e aveva attraversato il banco di marmo adagiandosi sulla coda di una rana pescatrice. Qualcuno ne aveva avvertito la presenza. Alla ragazza erano cadute delle monetine per terra. (La prima della fila guardando da destra).
IL CUCCHIAINO della domenica: (In pescheria)
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