L’ANTENNA

L’ore non so se dire d’antico stile,
l’abbrivo arrendono alle novelle,
danzano al loro ritmo zendado
la gioconda ponchiella.
Meno impaziente il vento
sfrasca e bisbiglia
dell’umidore sapendo la dissolvenza
al raggiro infallibile
che arroventa da est.
Ascolto, torpida ancora la veglia,
dei fedeli d’ala il canto rosario
nelle chiesuole dei pini.
Su barre d’onda mediata
s’accampa la rete:
il corpicino neonato del giorno
la cronaca sbrana.

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