LEI E LUI

Tu sei un poeta? chiedeva lei, mentre lui le rispondeva: tu sei un dono, però ogni dono è un pericolo… era il ‘cane nero’ che gli mordeva l’animo e prima guaiva, poi abbaiava furiosamente fino a sprofondarlo nei sotterranei del male oscuro… correvano, correvano inseguendo il volano dell’esserci attraverso strambe derive eterotopiche, come un sogno che non si invera, però si avvanvera, ma nei tempi mediocri e scriteriati della semiocrazia dilagante, ciò bastava ed avanzava… lei poi scoprì di avere un lontano parente molto impegnato a fare il nulla ovvero ad annichilire il fare, che non aveva alcuna voglia di conoscerla ed incontrarla… lui coltivava una tenace scepsi che era come una malattia che distruggeva ogni fiducia del soggetto in se stesso… dopo il decesso li seppellirono assieme, il sorriso della chimera campeggiava sulla loro tomba, la luce cimiteriale all’ora del crepuscolo donava a quel definitivo giaciglio un riverbero di disadorna irrealtà…

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