RELAZIONE

Oggi ho fotografato un’ombra. Ho ritagliato un foglio pieno di appunti per la tesi. Ho scritto a matita la parola ‘ombra’ in stampatello. L’ho scritta in inglese e quindi la sua forma era diversa. Le stesse parole in lingue diverse proiettano ombre di forma diversa. L’ho ritagliata sul ripiano della cucina mentre il mio pranzo bolliva. Per ritagliare il foglio di carta ho usato delle forbicine da unghie. Hanno funzionato lo stesso. Le istruzioni per l’uso degli oggetti sono indicative. Ho attaccato la parola “ombra” di carta alla finestra da cui entra il Sole. Il vetro è un materiale incolore, inodore, insapore e non produce ombra. Ma come catalizzatore della carta le fa produrre ombra. L’ombra era dentro la stanza, questo vuol dire che il Sole era all’esterno. Ho determinato empiricamente la posizione del Sole. Ho aperto la finestra a varie angolazioni e l’ombra della parola “ombra” ne seguiva il movimento. L’ombra ha cambiato diverse posizioni in pochi minuti nonostante il Sole fosse fisso. Ho scoperto che non serve muovere il Sole per muovere l’ombra. L’ombra è indipendente dalla luce. Ho fatto delle foto per dimostrarlo. Questo è successo al quinto piano. Ho quasi dimenticato di pranzare.

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