IL PROFETA DELLE PERIFERIE (14)

Al mattino, quando i ragazzi si destarono, il Profeta era uno straccio e confessò: non sento più la Voce, ho smarrito la giusta via, la verità adesso è mostrare la mia debolezza, ammettere che non so. Si diffuse una grave crisi, nessuna sapeva bene cosa fare, i ragazzi presero a …

06.59 AM.

  Grazie, e per l’ennesima puntata che va a iniziare, qui si va a concludere sempre qualcosa, ma parte la sigla del mondo ancora una volta. Si tira indietro negli affetti, si anticipa troppo nel lavoro. A                            …

2 BERLIN

16 ottbr     il locale ha il soffitto alto – mi spiega i. che le cassette sic degli operai ddr erano ricercate. che hanno soffitti così bassi. eppure ricercate. architetture naziste staliniste in karl marx str. verso potsdam. mentre parla mangio ogni tanto un boccone. appena seduto gli hanno …

TRANSIZIONI – 4

precipitate. lontane dall’ombra. senza alcuna forma di vita. solo la giornalistica strage. dopo la pioggia funambolesca. il ven- to microfonato. eccepisce modestie. silenti boccioli di carmelo bene. dagli sgarrupati asinelli. persino ai muri dà voce. ai con- clavi di calce alle masserizie. per i cui tubi e fori le correnti …

CANTICI DELLO STAGNAIO X

ah, la serena tristezza di chi non si aspetta più niente e si pulisce un frutto con il lembo della camicia mentre aspetta il treno   (da SESCION – 7 siciliani – I Quaderni del Battello Ebbro, Macerata, 2013)

da MITOLOGIA DEL CENCIO – n. 62

La sera nel viluppo d’andartene Rincasa l’avarizia, il dono ottuso Di farcela da soldato semplice Intruso sul comunque della notte. Oh tuono che vermiglio ti rastrella Lungo i pedali dell’ultima bicicletta Con la nomea stretta di disperderti la vita. Un funambolo tragico dondola il cervello Lo stratagemma vincente della corolla …

io – ’74

io grafomane per astinenza ripetitivo per idropia pratico acquitrini mediterranei mi scortico i polpacci stremo lo sguardo faccio “ip! ip!” e mi acquatto   questa provincia che è temperata e subtropicale è qui tra le fanghiglie chiusa in una luce bluargento ialina e tesa rimanda i suoni riflette sacche d’ombra …

(L’OCCHIAIA. 90.”Giorni rubati 2”)

non un’anima viva lungo la via lunga occhioecroce quindici lenti minuti scanditi dalla luce scurusa dei lampioni scarabocchiata sui muri traballanti della case addormentate sotto il cielo incolore privo d’astri di un’alba imbavagliata fin dal primo chicchirichì da una rada nuvolaglia