Possibile che le puttane mettessero su dischi ad alto volume e cantassero ancora canzoncine oscene per attirare i clienti? Ma questo è quello che gli capitò durante una trasferta di lavoro in Giappone: come fosse ripiombato negli anni ‘50. La cosa più curiosa però – sconcertante sarebbe più corretto forse – fu quello che gli accadde una volta decisosi a varcare la porta di uno dei bordelli di Kabukicho. La ragazza, una giovane tra i venti e i venticinque, sarebbe stata felice se durante l’amplesso le si fosse rivolto dandole della “deperibile”. Deperibile, proprio così. Un termine che lui aveva sempre usato per definire, non so, la carne del tonno, una compressa di normix, un litro di latte, ma mai riferendosi a un essere umano, né tantomeno immaginato come possibile strumento di eccitazione sessuale. La ragazza, che arrivava dalla provincia di Aki, disse che la avrebbe fatto piacere. Mostrandogli i tre denti che le erano caduti il giorno prima.
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