PRODUCE INOLTRE MERAVIGLIA

Per capire quanta tenerezza quella coppia di nani usasse nell’imboccarsi a vicenda, uno tirando col cucchiaio da una coppetta di macedonia, l’altro con una paletta da un cono di gelato, e che spettacolo rinfrancante fosse – se osservati da vicino, dico – specie dal tavolo accanto al loro – dovremmo andare indietro di non so più quanti anni. Percorrere un cammino complicato, prendere due autobus, e da via Evangelista Di Blasi andare per via Lazio fino all’incrocio con via Empedocle Restivo dove adesso c’è solo una  rosticceria d’asporto. Provare le loro scarpe invece sarebbe facilissimo, e anche rovistare nelle loro tasche volendo: un mazzo di chiavi, delle monete, un fazzoletto, un paio di banconote e  dei pezzi di carta. Persino sentirne l’odore non sarebbe difficile dato che entrambi si sono appena sbarbati: uno sa di lavanda infatti, l’altro di vetiver, mi pare. Lo so perché è questo il momento del cinguettio, questo il momento del varo di una nave. Dei grandi soffitti luminosi che si spengono.

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