ANIMALI DOMESTICI (13)

Luca di mestiere fa l’orologiaio. I suoi compiti

primari sono la creazione, manutenzione e riparazione

degli orologi e della miriade di pezzi e meccanismi

che li compongono, dalla molla principale al rocchetto

al bilanciere fino alle grandi complicazioni

per indicare le fasi lunari e la mappa stellare.

Anche un trisavolo di Luca, tal Francesco Leporati,

nato nel 1730 a Varano dei Melegari, un comune

situato nella bassa valle del Ceno, di mestiere faceva

l’orologiaio. Imparò la professione, appropriandosi

delle capacità necessarie per costruire tutte

le combinazioni di un orologio, antico o moderno,

quando si trasferì nella casa della Contessa Pellegrini,

nata Ardizzoni Calvi, che lo tenne per circa 30 anni

in qualità di paggio. Francesco era nano di statura

e ben proporzionato in tutte le parti del suo corpo.

Sposato con Fortunata Borghesi, di statura grande,

ebbe da essa nove figli, tre dei quali morti nell’infanzia.

I sei rimasti, due maschi e quattro femmine, erano:

  1. Antonio, orologiaio, di statura nana (non però

come il padre), già sposato con Anna Ponticelli, di statura

grande. Dopo il decesso della moglie, dalle seconde nozze

con Gaetana Chisi, di statura grande, ebbe quattro figli

maschi, uno morto in tenera età, e gli altri (Ferdinando,

Angelo e Luigi) tutti e tre nani.

  1. Pietro, di statura nana, orologiaio, sposato

con Rosa Lazzari, di statura grande, dalla quale

ebbe cinque figli, due di statura grande e tre (due maschi

e una femmina) di statura nana.

  1. Doralice Maria Antonia, nana. Fattasi monaca,

decise poi di uscire dal monastero.

  1. Anna, di statura nana, nubile.
  2. Maria Maddalena, di statura grande, sposata

col cappellaio Pietro Papi.

  1. Maria, nubile, nana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

STANZA 419
mi scopri coperta e sto ferma come il sapone sul lavandino. non c’è fretta amore, ti dico posso morire nelle Read more.
DINORI, ORI
Girare a capo basso, senza guardare in faccia nessuno, dà dei vantaggi che alla plebaglia, scolorita e vernina, sfuggono: per Read more.
da I GIORNI QUANTI (107)
Mi telefona Tina Pica. Mi chiede che ci fa lei ancora in mutande? Se le infili subito in testa perché Read more.
Portami a ballare un finale diverso (5)
E oggi mi ritrovo a pensare se fu giusto prenderlo quell’aliscafo. E mentre ci penso, ti vedo passare con pantaloni Read more.
LO SCIROCCO (da INSETTI 2002)
lo scirocco è finito il prato si ridistende apre la finestra col calcio del winchester   mi aspettano al largo Read more.
Alla follia di Banvard tutti (2)
I due sconosciuti scorrono le scene del film lievemente sfasati Milano, Venezia, un paesino sul lago di Garda, eccetera. Lo Read more.
Storia di giostrai (4)
Forse le ossessioni non si scelgono, ma sono esse a sceglierti. Forse questa è soltanto una frase a effetto, ma Read more.
monologo esteriore n. 3
tocco la poesia negli intervalli nei ritagli negli scarti e mentre scrivo penso sono il neurone nella testa o la Read more.
SCISTI
di anima e pece, bituminosa e ad alte temperature, penso e stringo la matita tra i denti e, mentre il Read more.