VERSO

Nascosto fra i panni sporchi, un gatto elettrico ci guarda con i suoi occhi a lampadina gialla, mentre noi due, allegri e nudissimi, ci allisciamo dappertutto. Il gatto non capisce che siamo nudissimi, non può capire, e ci osserva intontito. Capisce invece il concetto di allegria e ci rimanda l’idea col suo concorde sguardare. La stanza è piena di mobili ammassati, mobili vecchi di quando c’era ancora quella sorda guerra che combattevamo a colpi di parole urlandole da un marciapiede all’altro. I cassetti ancora odorosi di biscotti al sesamo sono pieni di fogli bianchi. In un armadio stretto fra una poltrona vellutosa e una pettinessa dagli specchi opachi, penzolano colpi residui di parole, ma anche settanta scarponi incipriati di calce rappresa, una mela illuminata da una nuvola, la gonna che ti sei tolta. Colpi di allegria intanto ci avvolgono sfrontati e ci sospingono verso. Oggi è la festa del Futuro Anteriore e, come a tutti, anche a noi spetta un goccio di allegria.

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