BATTIPALO

Ognuno faccia con diligenza il suo lavoro, e quelli che hanno niente da dire stiano zitti per favore: il topo cacci il gatto, la tac legga l’anima del radiologo e l’uomo della strada abbracci indistintamente ogni passante che incrocia. Perché se abbiamo un blues da piangere, nel fondo del cuore, tutti indistintamente sogniamo una mazurca da ballare. E se tiriamo in aria la famosa monetina il più delle volte speriamo che non esca testa o croce ma la zigrinatura laterale. Che cosa intendo dire? Che chi coniò la frase disumana “la legge è uguale per tutti” e chi, invece, umanamente stabilì due pesi e due misure, sono ugualmente riabilitati ai miei occhi. Cioè: avremmo un elenco sterminato di cose da fare, e uno altrettanto lungo di cose da non fare ma come sempre ci limitiamo ai primi cinque passi: il topo non vuol sentirne niente di cacciare, piuttosto schiatta avvelenato – la tac restituisce immagini che nessuno è certo di poter refertare, tantomeno il medico che l’ha eseguita – e fuori abbiamo appena un torsolo di mela, una Benelli 125, un marciapiede vuoto.

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