CANARY WHARF

Fra specchi a spicchi e picchi verticali, alla fermata di Canary Wharf un antico robot femmina dai capelli di stoppa sta aspettando qualcuno che silenziosamente non arriva. “Mind the gap”, dice la scritta gialla adagiata per terra. Attenzione all’abisso, traduce un po’ impropriamente il robot femmina, ed estrae dalla borsetta un oggetto da donna, forse un rossetto o un orecchino. Una mela. Chi aspettava non arriva, ma arriva il vagone della metro che si ferma silenziosamente davanti a lei. Il robot silenziosamente femmina sale. E scompare. Non la rivedrò mai più.

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