COSE AZZURRE

Camion carichi di zebre corrono sul rettilineo sollevando polvere e ronchi, passano camion carichi di fiamme, altri camion carichi di teschi sopraggiungono dalla direzione opposta. Camion vestiti di giallo ne sorpassano altri vestiti di ghiaccio. Camion sporchi di margherite sfrecciano con fragore nella corsia quattro. Le autostrade traboccano di camion carichi di vaniglia fusa. Tutti convergono verso il megaparking del terzo autogrill dopo Castrofilippo Ovest. È lì che sta per iniziare il funerale delle cose azzurre. La scomparsa del cielo, per esempio, ha prostrato tutti, ma i camionisti hanno provato un dolore speciale, unico a dir poco, perché senza cielo gli enormi pneumatici dei loro bestioni non fileranno più come prima. Senza cielo non potranno più alzare gli occhi e immaginare donne nude modellandole sulle rotondità delle nuvole che incorniciano i monti. Senza cielo la consegna delle merci ritarderà all’infinito.

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