14 e 15

a ■
44bpm, malinconico a piacere

INT. CASA – NOTTE


(più dolce)
Annarè,
due minuti, così.

Ormai ci siamo accaduti accanto.

Cadevo dall’altra parte,
scivolando sull’armonia di Blondel,
attraverso un arco,
su un pianeta di nebbia,
densa, blu Čerenkov,
carica di tutta la tensione della distanza,


(CONT.)
La pelle, è pelle.

E sosteneva, con questo, di aver detto una verità,
perciò ora proseguo:
il sangue è sangue,
si mischia a smalto e saliva,
sul bordo delle unghie,
ricordi il tuo primo ricordo?
Era amaro.

Le parole.
Le promesse.
L’acqua.
È amaro pure
il noi sciolto tra i mesi,
un suono d’ombra:
oscilla tra le chiavi e le forbici,
senza dormire,
per paura dei sogni.

E i sogni – sì – sono crudeli. Solo loro.

EST. CORTILE – SERA

Tra le corazze di scarabeo, poi, qualcuno le chiese
E tu da dove vieni?

NANA BULUKU
Io sono di Napoli.

PAPÀ (V.O.)
Ma tu lo Ius Soli non sai
proprio cosa sia?

La prima coagulazione di giallo-metallo sciolto nel nero,
si è bruciata nella coppia opposta, nascosta dalla terra,
fissata nell’ora e tra la polvere.
Tellus Mater, Madre Terra,
l’Uno è il Tutto,
ἒν τὸ Πᾶν.

MAJAKÓVSKIJ
(a Lili)
Ricordati un poco di me. Abbiamo terribilmente bisogno di vivere bene.
Desidererei all’infinito che questo ci accadesse insieme.
*

 

 

*Gli ultimi due versi sono una citazione di Vladimir Majakovskij da “Lettere d’amore a Lili Brik”, trad. Laura Boffa, Sugarco Edizioni.

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