PRIGIONE

Qui in prigione a volte, per dispetto, il tempo si ferma per interi quarti d’ora. Noi facciamo finta di niente, ma ci riesce il giusto. Qualcuno si alza e dà una scossetta alla sveglia, per ricordarle che ci siamo anche noi. Magari le sussurra anche qualche parola di incoraggiamento, forza, andiamo, ce la fai, andiamo. Lei sticchetta svogliata un po’ a caso, come si fosse svegliata allora, e poi riprende normale nel suo andare simmetrico. La sera mangiamo tutti insieme e poi, riuniti in cerchio, procediamo, a turno, alla ricarica della molla. Come in un rito orientale pronunciamo alcune sillabe profonde in coro. Qualsiasi sillaba: basta che ci sia la emme da allungare a piacimento.

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