S.

Suoi gesti elettrici incorniciano con fermezza l’acqua, immobili e intangibili madri di un infinito inorganico, giovani o vecchi ricordi traditi dalla trasformazione degli spazi, battaglie impossibili avvolte attorno al concetto di oblio, fragili voci meccaniche passano da uno spazio all’altro, consonanti ripetute all’estremo si aprono vocaliche, oggettivismi digitali sopravvivono senza l’illusione del rilievo, stanze senza bordi coprono gli oceani, parole mai toccate dagli uomini gemono da qualche parte, in “una notte più fonda” “un allarme più lungo”, tutto era nascere ancora.

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