VINCOLO DEI CORPI SPENTI

Nonostante abbia mai messo piede dentro un altoforno, tutti i pomeriggi alle cinque esce da una salumeria: beve la sua busta di latte, striscia il tesserino, raggiunge l’auto nel parcheggio aziendale e si avvia verso casa mia. Ogni giorno, infatti, tra le sette e le otto, entra in un laboratorio di analisi e comincia a classificare campioni di tessuto umano; alle cinque consegna l’ultimo pacco e alle sei, come sempre, suona il campanello del mio dirimpettaio.  L’incongruenza si spiega molto semplicemente: tutte le notti sogna il pianeta Mercurio – un codice numerico che non riesce a attribuire a niente: 38/530 20 04 55 491 – un viaggio che durerà seimila anni e sette mesi – la propria impronta digitale su una roccia  del 79 a.C.

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