IL CIELO E’

il cielo è, come si muove l’antico destino, un po’ come un’emorragia per la quale vorresti morire. il tempo ti regala solo il mare nella tua mente, comprensibile ma unico: una nuvola dovrebbe bastare per coprirne l’interno, ma non è così per tutti i mari. in questo, le conchiglie sbocciano come mani alte come conchiglie e la partenza non sarà mai utile durante la traversata. nella gola gelata della nuvola riconosco la tua voce alfabetica, una cosa misteriosa, non il linguaggio della vita, perché il risultato dell’alfabeto è l’inchiostro. in diecimila pagine, gli eterni poeti ti amano; in una danza poetica di semplice negazione, volevo una celebrazione al di là del rumore dell’amore. io so, infinitamente, dov’è il rumore dell’immagine: nell’area degli occhi in cui c’è qualcosa, e quella cosa sei tu. una, ma un gregge, non un’immagine. proteggimi prima che io sappia che non è buio.

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