HO ATTORCIGLIATO LE MIE BRACCIA INFINITE

ho attorcigliato le mie braccia infinite perché la pressione attrae gli artisti: tutto ciò che ho mangiato mentre dormivo si è trasformato in un pregiudizio di scolorimento infestato, valutazione continua del sonno liquefatto. ho un anno e un anno per raggiungere l’obiettivo, intanto questo inchiostro cade sulla spina dorsale di un mondo spaventoso e amico mio. una crepa interna? ma se sono proprio le condizioni meno tangibili a creare un’istituzione e, sotto di ùessa, un sole senza volto. intanto migliora lo spesso choc rinnegato dopo il pennello dell’eco, da cui soffiano venti terribili, e le dita simili tremano e si piegano. le prove fanno sì che gli artisti amino le prove. i tuoi segreti vengono da me, e le ironie contro di me: una tempesta è una spora, o un luogo, e tu lo sei.

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