SENZA TIMORE DEI VENTI DELL’INVERNO
Senza timore dei venti dell’inverno piantavano giardini in occidente d’aranci e di limoni nel millennio, materia-luce tra le mani, come niente.
Senza timore dei venti dell’inverno piantavano giardini in occidente d’aranci e di limoni nel millennio, materia-luce tra le mani, come niente.
Trovata la gran Bero, dopo averla indagata a lungo con frottage di croste vegetali, stava annidata in fondo allo zoccolo legnoso del suo regno sotterraneo. Prima del 1900 e prima del 1800 ne avevamo avvertito il morso chiaramente, ma dal 2000 il dèmone s’è autorizzato in multiplo opaco recinto ai …
la conversazione è la forma più fiacca di dramma musicale perché la voce umana inevitabilmente limita l’arte. le sue fasi non seguono leggi fisiologiche. non bisognerebbe iniziare una conversazione parlando del tempo – questo perché nell’inconscio collettivo il tempo non è ciclico ma statico e, in una certa misura, una …
«Non sono del tutto certo che conoscere l’amore sia più inebriante che scoprire la poesia». La scrittura è una malattia mentale. Scrivo e passa tutto. Passano fame, sete, stimolo della pipì.
Il nostro Ufficio Oggetti Smarriti, come vede, non è molto spazioso. Non abbiamo posto per una cosa di quelle dimensioni lì. Sì, vedo che ci ha montato sotto delle rotelle e che la muove trainandola con una cordicella, ma non è mica un carrettino. Non passerebbe neppure dalla porta. Guardi, …
La pace non è un luogo è un’improvvisazione la ciabattella lasciata sulle scale Tra le immagini passanti dell’orrore il ricordo di un film a lieto fine Le chiacchiere leggere di notte tra uomini in lontananza nel giardino Dopo la cerimonia il tempio vuoto e qualcuno che pulisce …
Una precisazione ora. Tutti i personaggi, i luoghi, le vicende descritte nel numero trentadue sono frutto esclusivo della mia fantasia. Sono io che ho deciso la sorte di ognuno: io ho spinto il giovane muratore a imboccare il tunnel che lo avrebbe portato al porto – io ho messo centocinquanta …
La partita a carte di stasera ha dell’epocale. Vincevo tot a tot, senza scendere nei particolari. E poi ho perso, contrariamente alle premesse. Ho perso sull’orlo della vittoria. Ho perso perché io perdo sempre. Sono innamorato del mio perdere. E – curioso – continuo a giocare. E a perdere. Se …