BUCHI 6

Buchi 6. (versione con finale non bucato)

 

Sarebbe bello se potessimo staccarci reciprocamente dall’istanza che soccombe al momento della scrittura: la scrittura. Perché non dipingi i pensieri che si inoltrano nelle stanze del desiderio? e poi il termine desiderio, e dunque del carceriere inconscio, potrebbero essere termine interminato di tante mode del momento, un modus vivendi, un mondus monco. “corpo sguardo basta” sono le parole che salvo del precedente buco.

 

 

Buchi 6. (versione con finale bucato)

 

“significa chimiche giorni”: in questo margine di durata sottratta al tempo utile per la cura del corpo da esporre all’aria soleggiata del minimo inquinamento prodotto anche dall’energia cinetica e dall’elettromagnetismo della trasmissione ultrapercettiva delle sensazioni negli scambi con il mondo elettromagnetico di altri esseri ultrapercepenti e osservando il buco che si ricorda essere il generatore del flusso che parte con “significa” e termina con il punto che risolverà questa frase non conclusa in sé e resta aperta e quantica e traumatica di risposte multiple e tutte allo stesso tempo esatte e incompatibili.

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