Qualcuno sta venendo a rinchiudermi
in questa primavera precoce.
Sento lo scalpiccio, le risa soffocate
al piano di sotto, immagino il ghigno,
sotto la maschera da Pulcinella,
i lacci e le bende della professione.
Ora sale le scale con passo di gatto.
Io mi rifugio nell’abbaino, mi abbandono
alla finestra, al cielo azzurro,
alle bianche nuvole che giocano
con le forme in questo mare sereno.
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