SENZA TITOLO

guardo, mezzogiorno, tutt’e due
il primo piccolo e robusto, il secondo ben slanciato e snello, si fermano, stanno a
lungo sottacqua, si manomettono, si estromettono reciprocamente, si interpolano,
seppelliscono nella fanghiglia del fondo le 12 misure di cui complessivamente
disponevano, scompaiono alla vista, lunga attesa, radiotelefono pronto, non
riemergono, l’acqua del fiume è lenta grigia densa, non compaiono, poi in superficie
bollicine di onde che si allargano in cerchietti che non interferiscono e dal centro
delle bollicine, qualche istante prima della scomparsa, salgono verticali e sottili
catenine d’oro che agganciano i rami degli alberi e tirano giù, gli alberi vengono
sradicati, coprono il fiume, affondano, il fiume scompare, resta un solco tortuoso che
viene giù dalle montagne e visita l’intera regione pianeggiante, nessuno riesce a
fermarlo, impera per anni distruggendo coltivazioni campagne boschi foreste l’intera
fauna. non rimane traccia di niente. il solco infine si allarga si distende si appiana,
affiorano concrezioni lesioni picchi, viene il vento, suoni fischi tronaglie foschie
velano il cielo, il giorno e la notte scompaiono, rimane una persistente bassa
luminosità blurosa, tenui ed estese aurore magnetiche iniettano nell’;aria suoni
ininterrotti e ordinati che precipitano sulla superficie delle terre e prima le screpolano
poi scompigliano la successione degli strati, trasformano i materiali in altri assai più
duri e infinitamente più leggeri che hanno forme spaventosamente variate illeggibili
impermeabili, ogni suono a ogni colore a ogni ulteriore movimento di tutto quello che
c’era ora non c’è più nulla, tranne la luminosità blurosa che si diffonde su tutto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PRECIPITANDO
Durante la caduta dell’aereo, dovuta a un cortocircuito che ha incendiato i sistemi elettrici facendo perdere potenza a due delle Read more.
Alla follia di Banvard tutti (3)
In questa scena del film entrambi gli sconosciuti hanno una prenotazione per Tinguely la domenica pomeriggio. Invece, è sabato mattina Read more.
da I GIORNI QUANTI (108)
L’orizzonte è di bei palazzi. Non ti inquietano. Ti rimandano direttamente alla loro storia senza farti supporre alcunché. Questi vecchi Read more.
questi giorni (da INSETTI 2002)
in questi giorni a ogni minincombenza la gamba ritorna più lunga   coda biondopelosa l’insetto rintraccia il seme proprio sulla Read more.
da DIARIO PALERMITANO (12)
Il verde è confinato in piccole aiuole o a Villa Sperlinga, piccolo fazzoletto di terra. Qualche albero resiste? Lo si Read more.
Portami a ballare un finale diverso (6)
Ho ripreso il giro delle stazioni e mi sono seduto in tutte le sale d’aspetto ad ascoltare le voci rimaste Read more.
Onirica ι
Una cattedrale di pietra in aperta campagna. Una cattedrale gotica, possente, imponente. La cattedrale di una prospera città fiamminga. La Read more.
PERIODO
ironia vuole, ci chiamano gli Scrittori. Graffiamo pareti, punta secca sulle rocce, ci addossiamo all’umido, ne facciamo parte, d’anima e Read more.
COL SOLE CHE
Anche oggi abbiamo dormito sino a tardi, sino a ora di pranzo, col sole che batteva sulle coperte, con rabbia Read more.