Senza titolo (1980)

mature donne palestinesi uscite e calate giù guardinghe a recuperare un po’ di pasta e pane e siccome non sanno correre le acchiappiamo facilmente e con calma le scanniamo se nei paraggi ci sono grossi alberi le inchiodiamo dopo averle scannate le inchiodiamo ai tronchi oppure le appendiamo per i capelli ai rami più bassi oppure squartandole quanto basta le annodiamo attorno ai tronchi se peschiamo ragazzi palestinesi ma non è affatto facile gli appoggiamo pistola o mitra o qualche volta anche bazooka sul petto sul culo sullo zigomo e spariamo contemporaneamente oppure con due baionette che gli entrano per gli occhi li inchiodiamo a qualche porta scardinata di legno e li lasciamo in piedi nel mezzo della strada come avvisi stradali certe volte se ne vale la pena prima di ripulirgli l’anima ce li inculiamo oppure gli ammorbidiamo le ossa e gliele attorcigliamo oppure invece di scannarli subito li bruciamo vivi a poco a poco con successive scariche elettriche i più piccoli che troviamo abbandonati li mettiamo vivi dopo averli ben lavati dentro grandi pentole a pressione con poca acqua e li facciamo sciogliere a fuoco lento poi facciamo raffreddare e ne impastiamo statuine di grandi capi palestinesi che dipingiamo con belli smalti e le vendiamo ai mercanti parigini d’armi le meglio riuscite le spediamo ai musei d’arte cinesi neolatini anglosassoni quando acchiappiamo un capo lo leghiamo bene e lo mettiamo tutto vestito cosi legato dentro un apposito freezer che cataloghiamo sigilliamo e conserviamo nell’archivio di storia patria perché i capi non vanno mai maltrattati e domani può servire recuperarli nella loro migliore integrità gli aiutanti dei capi invece prima li scanniamo vestiti poi li facciamo a pezzi sempre vestiti e disponiamo i pezzi lungo quelli che riteniamo i camminamenti dei loro compatrioti ad ogni pezzo appicchiamo un biglietto che contiene o missive private o quartine della poesia classica di celebrazione o collages di testi di altro genere e riproduzioni fotografiche di fatti della cronaca della carne se per motivi di azione veloce ci troviamo costretti a fare dei prigionieri e se i prigionieri superano le sei unità li dividiamo in gruppi di tre a caso che dividiamo tra i nostri commandi attivi ogni commando poi nella propria base si regola coi suoi tre prigionieri come crede in genere si tratta di un regolamento assai dettagliato perché vi partecipano le nostre più giovani reclute i nostri familiari i bimbi tutti le esecuzioni vengono via via mostrate a tutti spiegate spesso ripetute di quelle meglio riuscite si conservano riproduzioni dati modalità che vengono inviati al centro di analisi logica qui personale specializzato provvede a tradurre in figure universalmente commestibili i vari blocchi che poi opportunamente confezionati in altri laboratori vengono inviati ai numerosissimi committenti soprattutto biblioteche di settore africane sudamericane australiane

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Portami a ballare un finale diverso (5)
E oggi mi ritrovo a pensare se fu giusto prenderlo quell’aliscafo. E mentre ci penso, ti vedo passare con pantaloni Read more.
LO SCIROCCO (da INSETTI 2002)
lo scirocco è finito il prato si ridistende apre la finestra col calcio del winchester   mi aspettano al largo Read more.
Alla follia di Banvard tutti (2)
I due sconosciuti scorrono le scene del film lievemente sfasati Milano, Venezia, un paesino sul lago di Garda, eccetera. Lo Read more.
Storia di giostrai (4)
Forse le ossessioni non si scelgono, ma sono esse a sceglierti. Forse questa è soltanto una frase a effetto, ma Read more.
monologo esteriore n. 3
tocco la poesia negli intervalli nei ritagli negli scarti e mentre scrivo penso sono il neurone nella testa o la Read more.
SCISTI
di anima e pece, bituminosa e ad alte temperature, penso e stringo la matita tra i denti e, mentre il Read more.
7
sotto la massa trascinata    un verde traente al grigio                                                           sia come risultato di questa suddivisione del flusso Read more.
CAPODANNO
Io sono la cosa. Sono fatto di ferro, plastica, muscoli, pixel, catrame, lacrime, nuvole. Nella tasca destra dei pantaloni nascondo Read more.
BELLOLAMPO
La gente farebbe di tutto per alleviare le ansie altrui. Proprio come il cane di mio zio Alfonso che gratta Read more.