SAREMO

Due fili bianchi tra un tv muto che parla son sordo.
Un bamboccio sembra vestito di carnevale a Natale. Brillano i suoi stracci come il culo
grasso della vitella da latte che scannò mio nonno qualche tempo fa.
Uno vecchio col pigiama a righe.
Uno giovane con la tuta blu stile meccanico a fine giornata. Si sente la puzza di grasso.
Uno è di azzurro tinto dai pantaloni alla camicia alla cravatta alla giacca. Cavolo ha le scarpe
nere. Questioni di stile.
Uno lo riprendono a tratti. Ha un abito di velluto rosso e la camicia viola. L’avrà vestito il
veterinario.
A una hanno dato dei fiori.
In cuffia ricominciamo tutto.
Dici che poi ti trovo in un cassetto intatto come quel sogno mai fatto scendi che ti aspetto.
Voli pindarici senz’ali cavolo senz’ali tra cieli neri bianco cenere. E’ bruciato.
Un ferro da stiro scandisce i minuti. E’ musica anche questa. Stridono i denti di Carletto che
dorme come un angioletto, dicono.
Sta sognando draghi cavallette.
Vuole la mamma adesso.

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