blaknout 19.06.75

 

se esiste o è mai esistito un ‘funzionario delle rocce’ sicuramente il suo diretto superiore sarà stato un ‘analizzatore delle nuvole’

in ogni caso visto che i tempi con insano buonsenso si prefigurano in tempi di ecologia non è male difendendomi dalle seduzioni dell’intelligenza ferita fare riferimento a ruoli tanto agresti quanto fantascientifici

se un tantino fai caso ai decibel che esplodono in un condominio da un qualsiasi complesso pop o folk o rock trovi quanto possa essere complice l’incombenza delle nuvole

 

 

i costruttori della nebbia progettano in esilio

irrompono errori di esecuzione

la nebbia prodotta non è quella progettata

manca di autoregolazione e soprattutto non è discontinua

si espande si consolida divora le colture

prima quelle altamente selezionate poi le altre

infine distrugge anche le muffe e le faune

la popolazione umana del pianeta diminuisce rapidamente

si salvano poche comunità intensamente tranquille e ruminative

che riparano nei sottosuoli

strani e rari individui sopravvivono in superficie

subiscono misteriose mutazioni

col tempo la struttura della nebbia si depaupera

diviene autoregolativa e discontinua

insetti meravigliosi a tenaci ricompaiono in alcune regioni con seguito di esplosioni vegetali irrefrenabili

molte province rimangono deserte e mute

 

 

continuo a riflettere in apnea sul coraggio degli uomini bendifesi

vedo nuvole sciacquaorecchi precipitarsi dai monti verso il tirreno e ascolto un ventaccio anziano fermo tra le periferie e la campagna

di sonate tardobarocche esplodono nella memoria

un uomo confessa che è stanco della propria stanchezza che non ne può più di lottare contro la stanchezza dal mondo

 

 

emergo

aspiro vorace

torno giù

incontro un vescovo impellicciato che pappando caffè incoraggia una folle donna a perseverare nella sua opera di guaritrice delle follia

ciò che vedo è un po bruciaticcio

associato alla riflessione costituisce incarico burocratico omologato dalla corte dai conti

neppure in apnea mi libero del crepuscolo

l’abitudine alla rotazione del pianeta costituisce coraggio genetico

ogni capogiro è scomparso

nessuno può più ‘sprofondare nel nulla’

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