PRIMO STADIO, O STADIO DEL NEONATO

Da questo momento i miei capelli cresceranno all’infinito. Nell’attimo che anticipa il buio – proprio in quell’attimo – quando vostro marito, o vostra moglie, come di consueto apparecchia il tavolo, non vi allarmate se due tritoni busseranno alla porta, o se una fila di zoppi dovesse passare in continuazione da un marciapiede all’altro: è un analogo terrestre: il segnale che una Terra uguale alla nostra – mentre questa si spegne – comincia a muoversi da qualche parte. Da questo momento anche le serrature della mia casa non smetteranno di moltiplicarsi, e le dita delle mie mani a allungarsi. Ma se vedrete vostro marito che sta lì e basta, che vi guarda e sta zitto, che non muove un dito. O comete rosse nel cielo, e nessuna differenza ormai tra ciò che è passato e ciò che deve ancora arrivare. Se vedrete vostra moglie che saluta senza motivo la vostra vita. In cui non è accaduto niente, proprio mai niente. Senza misericordia.

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