VULCANICA

Nera come la voglia di bruciare, arrossando. Un cielo trasparente mi infuoca di raggi e
dormi. Chissà se si laverà con dell’acqua calda. Ancora devo prendere colore. Potrebbero
scambiarmi per un pallorato nobile dell’era borbonica. Un burbero francese sta innalzando
un trofeo al vento eoliano. Meglio affogare nel pane cunzato. L’avrei preferito con le
acciughe di Michelangelo. Qualcuno luccica. Polvere e lucentezza. Come potrei altrimenti
cercare opportunità nei mercati finanziari? Questione di sensibilità. Ogni cosa ha in sé la sua
essenza. Vulcanica o no, amala. Che ti importa della noia. Sai che adorati silenzi?

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