CAPPA – ESSE – EMME

Uno dei sogni ricorrenti del suo cane ha per oggetto la mano del padrone.  Il suo criceto, invece, sogna sempre una luna di Giove, un certo numero di stelle e qualcosa che potremmo definire come una corda tesa. Lui non ha niente da sognare: vorrebbe solo capire. E tutto ciò che val la pena di essere ricordato, con un sforzo d’immaginazione, riuscire a ricordarlo ancora. Tenendo ben presente, però, che quella che sembra una corda tesa potrebbe non essere una corda tesa, quella che sembra una luna non essere una luna e quella che sembra una mano non essere affatto una mano. Ma anche che ciò che lui percepisce come cane, porcellino d’india o la sua immagine nello specchio, possano essere solo frutto di uno spostamento d’aria. Di un istante. Del rantolo di un gruppo di maratoneti che passano in un soffio e fanno l’andatura.

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