IL LUOGO DELLA LIBERAZIONE

Giungemmo al Luogo della Liberazione dopo un lungo percorso in un buio impregnato di aghi, attraversando col fiatone a passo svelto sentieri fangosi, sterpaie che sembravano tortuose gallerie, dirupi. La puzza di selvatico ci accompagnava dappertutto. Forse i lupi o le iene ci osservavano nascosti nella tenebra. Giungemmo al Luogo, un capannone che molti anni prima era adibito a macello. Illuminate dalle torce elettriche, vecchie incrostazioni di sangue balenavano alle finestre. Le guardie mi spinsero dentro e inchiavardarono la porta. Finalmente libero.

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