“Possibili facce” di Gaetano Altopiano

Secondo mia cognata io avrei una strana mania, una specie di fissazione, a sentire lei. Quella di sottolineare puntualmente, ogni volta che si presenta l’occasione, un dato che non ha bisogno di essere puntualizzato tanto le sembra ovvio: l’enormità della popolazione umana. Una precisazione inutile. Soltanto un numero. Della cui natura aritmetica io, infatti, non mi stupirei affatto se si trattasse veramente solo di questo. Ma dietro a quello che lei definisce solo una cifra che cosa c’è in effetti? Un fatto sconcertante, ecco che c’è. Un elenco praticamente infinito di “possibilità”. Ma di “possibilità” che ci somigliano, questo è il dato terrificante. Non solo, ma che a loro volta sono il frutto di miliardi di altre possibilità irrealizzate che mai si potranno realizzare. Una, pressappoco, ogni duecentocinquantamilioni. Pensate solo a quante facce diverse potrebbero esistere e decidete se dare ragione a lei o a me che invece me la faccio sotto ogni volta che incrocio la folla.  

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