MUTAZIONI

Andiamo e veniamo da posti che non ci risultano. Perché questa città, e perché questo nome? Proviamo a cercare su tavole geografiche, su un dizionario, su un atlante elettronico, ma non troviamo niente. La strada è lastricata dall’ottavo secolo – la cattedrale costruita nel mille e qualchecosa – e qui, proprio da qui, sarebbe passata. Luce, terra, alberi, temperatura gradi ventuno. Ma non troviamo niente. La ragazzina (una qualsiasi, non importa chi) guarda la propria lingua come fosse di qualcun altro: per lei occorre una medicina, conclude, e la rimette in bocca tutta spaccata e biancastra com’è. Parla della sua lingua come fosse la lingua del vicino. E della luce come potesse spegnerla in qualsiasi momento. E della temperatura come se da migliaia di anni non l’avesse mai vista mutare.  

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