Accampamento 4 – In prossimità

Vedo un tetto a spiovente sorretto da pali infissi nella terra battuta. Su di essi  sono ben chiodate in orizzontale,  le assi di legno che si distanziano perché l’aria non faccia marcire le foglie, tutte le foglie fino al colmo. Di fronte a questa baracca, un volume unico a due falde su pareti di mattoni e capriate, contiene al pianterreno, una stanzetta dove vivere, infilata come cassetto nell’armadio. Adiacente si disegna un casotto che regge un’uccellaia fatta di letti singoli in verticale, bene incastrati tra loro. Il tettuccio di vetro, gravita assestando le pareti pseudo-giapponesi e, svariati cesti intruppano i fori tra materassi e pertiche. La sua ombra nasconde il vecchio pruno della pace che lascia frutti per tutti e ocelli sulle foglie o farfalle, fanno casa tra i rami. Un accampamento prende inizio dal suo tronco, recintato da canne palustri a proteggere due ladiri in terra cruda e fresco silenzio. Su questo cortiletto dove non cresce erba, tra resti di  plastica arrivo a prendere una minuscola gamba di bambola con la scarpetta rossa che si sfila, rossa che si sfila.

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