LACRIMAE RERUM 29

Gettò  tutti i libri dalla finestra. Li vedeva volare nel ventoso pomeriggio, cadere sull’asfalto, bianchi, rossi, gialli; volavano facendo un breve fruscìo e lieve era il tonfo; li gettava uno ad uno; una danza gli parve, un canto. Quando qualcuno gli chiese perché, lui rispose:”Ero stanco”.

LACRIMAE RERUM 28

Mia madre in bicicletta nella viottola lungo il fiume, la magrezza di mio padre e la mia, la dolcezza della bionda ragazza, il suo penetrante odore, la malinconia profonda della perdita, il baratro del tempo.

LACRIMAE RERUM 27

Disse: “Siano benedetti i quattrini di mio padre che mi hanno protetto dalla fatica della vita e al dolore mi hanno condannato”. “Ora che sono vecchio, mi aggiro in questa casa e guardo alla finestra il dorato tramonto; una casa che potevano strapparmi perché non la merito. Non c’è merito …

LACRIMAE RERUM 26

Se ricordo bene, la mia infanzia mi ha fatto conoscere da subito la tristezza dei cortili degli asili, quando la mamma era morta e a me non restava che aggrapparmi alla tonaca nera della suora mentre i miei compagni giocavano sulle altalene di ferro e ridevano. C’è nell’aria oggi la …

LACRIMAE RERUM 25

Sono sopravvissuto ai denti di latte, all’odore delle sacrestie, al cuore trafitto dai pugnali, ai peccati mortali che puzzavano di cera, alle preghiere, ai giochi feroci della carne, alle risa dello sberleffo, alla magrezza, alle piaghe della pelle, alla paura dei corridoi vuoti, al freddo dei corpi dei miei morti …

LACRIMAE RERUM 24

Hanno un sapore asprigno le ore del vecchio. Non più i giorni del vigore; e la menzogna della giovinezza si è dissolta nelle povere ossa che scricchiolano ad ogni passo; e lui cerca le pause: fa inutili corsette, ingurgita pasticche, e il tempo, quel sadico pagliaccio, si trastulla come fanno …

LACRIMAE RERUM 23

Sono l’ospite di una casa di luci ed ombre dove si aggirano fantasmi che ansimano come questo vento che fa sbattere le persiane e, senza pietà, mi spinge nella stanza più alta dove si accende il rumore dell’alba, senza pietà per i gechi che impazzano accanto alle feritoie e rido …

LACRIMAE RERUM 22

E dai, giochiamo a pallone, ancora una volta sotto casa, nella strada, con i ginocchi sbucciati e le croste che hanno un buon sapore se le lecchi, e tu tiri i sassi agli uccelli che si spaventano appena, sotto i tetti, con la spiombola fatta in casa con gomme e …

LACRIMAE RERUM 21

Vaccino   Sbuffa il vento e si agitano i tigli, Pegaso, il cavallo con le ali, è il nome di questo stanzone anonimo, zampettano le vecchie a braccetto delle figlie senza volto, si guardano smarrite intorno, spariscono nell’antro e poi ritornano, più leggere sembra, di nuovo nel vento nell’andirivieni incessante, …

LACRIMAE RERUM 20

Il tradimento   Abbiamo sognato la pace dei ricordi, una storia, ma la scena si consuma al fuoco del tradimento, troppe zeppe per far tornare i versi troppi errori nella trama. La vita è stata e basta, e la felicità è oscena come la morte. Guarda l’erba che brulica di …